Scontro Tra 2 Regni: Uno Zoppo Guarito

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Era solo un umile mendicante. Era malato, trasandato e indigente e aveva sopportato 38 lunghi anni di sofferenza. Ogni giorno si sdraiava vicino alle acque curative della Vasca di Betesda, sperando in un miracolo o in una guarigione. Sperava che qualcuno, chiunque, lo notasse. Che qualcuno notasse il suo bisogno e lo aiutasse a entrare nell’acqua.

La gente passava continuamente davanti alla vasca di Betesda, presso la Porta delle Pecore a Gerusalemme, dove il povero mendicante giaceva. Attraversavano quella porta sia i ricchi che i poveri, così come i capi religiosi. Persone che avrebbero potuto aiutarlo. Persone che avrebbero dovuto occuparsi di lui.

Giorno dopo giorno, gli passavano accanto senza mai accorgersi delle sue difficoltà a raggiungere la vasca. Tutto cambiò il giorno in cui Gesù passò di lì e scoprì che si trovava in quelle condizioni da molto tempo. Come narrato nel Vangelo secondo Giovanni, il Signore lo guarì quel giorno stesso e gli disse di prendere la sua stuoia e di camminare.

Quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all’uomo guarito: «È sabato, e non ti è permesso portare il tuo lettuccio». 

Giovanni 5:10

Questo miracolo meraviglioso pose fine a una vita di sofferenze e gli concesse la possibilità di vivere una vita normale. Ma i capi religiosi non riuscirono a vedere nulla di tutto ciò. Proprio come non erano riusciti a vedere l’uomo nel momento del suo bisogno, non riconobbero il miracolo della sua liberazione.

Erano troppo impegnati a guardare il lettuccio.

Si concentrarono sulla stuoia e sulle regole che stava infrangendo nel portarla con sé. Questo li accecò, impedendo loro di vedere la sua povertà, il suo bisogno e i suoi 38 anni di sofferenza. Questo impedì loro anche di vedere o ringraziare per il miracolo della sua guarigione.

La Vasca di Guarigione

Molti studiosi ritengono che la vasca di Betesda sia stata costruita da un ricco benefattore per offrire riparo ai malati e fungere da antica stazione termale. Le persone vi si recavano per immergersi nelle acque minerali curative della piscina, alimentata da una sorgente, e per riposarsi sotto i cinque portici.

Nonostante la funzione esatta della vasca non sia chiara, gli studiosi concordano in gran parte sul fatto che fosse utilizzata come bacino per le purificazioni rituali. Data la sua vicinanza alla Porta delle Pecore, alcuni ipotizzano che le pecore venissero purificate al suo interno prima di essere sacrificate. Altri invece sostengono che i fedeli ebrei la utilizzassero per i loro bagni rituali.

Nonostante lo scopo esatto della piscina rimanga incerto, gli studiosi concordano ampiamente sul fatto che la sua funzione principale fosse quella di fungere da serbatoio per le purificazioni rituali.

In molti credevano che, di tanto in tanto, un angelo scendesse dal cielo e “agitasse” l’acqua, conferendole proprietà curative. Secondo la tradizione, chiunque si fosse immerso in quel momento sarebbe guarito. Lì che giaceva l’uomo zoppo, in attesa che arrivassero le “acque curative”.

Non sapremo mai con esattezza come venisse utilizzata la piscina, ma sappiamo che non fu la fonte della sua guarigione. Fu guarito da una sola parola di Gesù Cristo.

Due regni a confronto

È interessante notare che il termine “Betesda” significa “casa della misericordia”. Fu proprio in quella “casa della misericordia” che si scontrarono due regni. Due mondi con codici etici diametralmente opposti diametralmente opposti: Il Regno di Cristo, incentrato sull’amore e sulla misericordia, e la religione dei farisei, basata sul potere e sulla ricchezza.

Quei due regni si scontrarono proprio in quel luogo, la “Casa della Misericordia”, perché nulla illustra i loro valori contrastanti più chiaramente della misericordia.

Il Regno della Religiosità

L’ipocrisia religiosa è accecante. Ci impedisce di vedere i bisogni di chi ci circonda e di aiutarli. Ci impedisce persino di gioire quando questi bisogni vengono soddisfatti.

“Alzati dal tuo lettuccio e lascialo lì”, dice la religione. “Che importa se l’unica bene che hai? Basta che non infrangi le regole. Non scuotere la nostra tradizione religiosa e non minacciare il nostro benessere.”

La folla religiosa ha criticato l’uomo zoppo nel momento stesso in cui ha infranto le loro regole. “È sbagliato portare il lettuccio di sabato”, hanno affermato.

Lo avrebbero abbandonato, lasciandolo in difficoltà. “Si rifiuta di seguire le nostre regole, quindi ha torto.”

La religiosità erige alte mura con regole e regolamenti concepiti per censurare ed espellere i trasgressori. Queste regole create dall’uomo contano più delle persone stesse. Invece di aiutare chi è nel bisogno, la religione li allontana senza nemmeno permetter loro di portarsi il letto con sé.

La Casa della Misericordia

Ma la misericordia comprende e vede i loro bisogni. Riconosce il loro bisogno di guarigione spirituale, fisica ed emotiva. La Misericordia si protende con compassione. Costruisce ponti per aiutare chi è nel bisogno ad accedere alle acque curative e vivificanti di Dio. E gioisce della bontà di Dio quando ciò accade.

Due Regni

C’è la “casa della misericordia” che riconosce i bisogni, e la “casa delle regole”, che vede una trave nell’occhio di tutti tranne che nel proprio. E che dire di quella vecchia e stuoia sporca? La misericordia li aiuta persino a portarla!

📷 Credito immagini: Pezzi degli scacchi | Le altre sono di www.LumoProject.com.

Pubblicato da Signora Sheila

🇺🇸 American-born, Italian at heart. I’m a mom, nonna, and wife to my own personal superhero—my very own Super Mario! Above all, I am a follower of Jesus and have been serving, with my husband, as a missionary in Italy since 1989. My passions in life are my faith in Jesus, my family, simple slow living, and my dolce vita in Italy. I write about these things, as well as the challenges of expat/missionary life and living on a shoestring budget. 🇮🇹 Nata in America, ma italiana nel cuore. Sono mamma, nonna e moglie del mio supereroe personale: il mio Super Mario! Soprattutto, sono una seguace di Gesù e dal 1989 servo, insieme a mio marito, come missionaria in Italia. Le mie passioni sono la fede in Gesù, la mia famiglia, una vita semplice e lenta e la mia dolce vita in Italia. Scrivo di queste cose, così come delle sfide della vita da espatriata/missionaria e di come vivere con un budget limitato.

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