L’autunno si sta lentamente insinuando nella nostra zona. La vendemmia è nel pieno del suo svolgimento. Le giornate sono piacevoli e calde, ma non afose. A volte le notti sono abbastanza fresche da poter usare una coperta leggera.
Per qualche motivo, l’autunno mi ricorda sempre la casa del nonno, la nostra casa estiva. È la casa in cui è nato mio marito e che visitiamo da quando siamo arrivati in Italia, più di 36 anni fa.
I nostri figli adoravano attraversare il fiume e il bosco per raggiungere la casa del nonno! Nella foto qui sotto puoi vedere il ponte che attraversavamo e lo splendido paesaggio montuoso e boscoso.
“È proprio come la casa di Heidi!” esclamarono al loro arrivo. La vecchia casa, incastonata nel fianco della montagna, sembrava proprio quella! Solo che non era poi così isolata.








La casa in cui è nato mio marito
A quei tempi, in questa zona, la gente non andava in ospedale perché era troppo lontano e probabilmente non aveva né l’auto né i soldi per pagare le spese ospedaliere. Partorire in casa era la norma, quindi è nato proprio qui.




Questo umile villaggio, situato nelle remote montagne della Campania, è purtroppo ancora privo di molti servizi. Anni fa, la situazione era molto peggiore.
Eppure, era una meta di vacanza incantevole per i nostri figli. Potevano scorrazzare liberamente per la campagna, sguazzare nelle fontane e raccogliere esemplari della natura circostante.
Amavano anche andare a trovare il nonno al bar, dove giocava a carte con i suoi paesani. Penso che i coni gelato che comprava sempre fossero, ovviamente, un grande incentivo per andarlo a trovare.
Di tanto in tanto, potevano persino fare un giro sull’asino di un contadino. Ora, quale bambino non amerebbe un posto simile?
Che meraviglia la casa del nonno
Era un’epoca diversa, fatta di giorni più semplici e ritmi più lenti. Un’epoca in cui le persone si godevano i piccoli piaceri della vita e la vivevano appieno, senza internet, centri commerciali e cellulari. Ci creavamo il nostro divertimento. Ci prendevamo il tempo per goderci le visite di familiari e amici.. Avevamo tempo per osservare le formiche lavorare e gli uccelli volare. Ci prendevamo il tempo per annusare le rose, fare tranquille passeggiate e rilassarci, liberi dallo stress di scadenze e troppi impegni.
Eppure, già durante le nostre prime visite nel 1989, lo stile di vita agricolo che rendeva l’Italia tradizionale così speciale stava scomparendo. Con esso, se n’era andata anche quella qualità della vita più semplice e lenta, ormai quasi del tutto scomparsa in gran parte d’Europa. A mio parere, con la progressiva globalizzazione e omogeneizzazione delle culture europee, si rischia di perdere gran parte del patrimonio culturale.
Ma chissà? Forse lo stress e le difficoltà che stiamo vivendo nel mondo occidentale ci spingeranno a tornare a uno stile di vita più semplice. Forse potremo recuperare alcuni dei veri tesori che abbiamo perso lungo il cammino. Lo spero, perché credo che luoghi come la nostra casa del nonno dovrebbero sempre esistere.
Eppure, tutto cambia
L’estate scorsa ho scritto che le nostre visite a casa del nonno stavano per finire. Una volta guarita dall’intervento, abbiamo intenzione di andare giù e chiudere definitivamente la casa. È diventato troppo faticoso per me andare lì e salire le lunghe e ripide scale che conducono alla casa.
Per lo più, la cittadina si sta trasformando in una città fantasma ed è diventata piuttosto deprimente. Ogni volta che la visitiamo, i pettegolezzi riguardano gli ultimi funerali e le persone che si trasferiscono altrove. Purtroppo, abbiamo visto la popolazione diminuire da 800 a 200 abitanti durante i nostri anni in Italia. È stato difficile assistere a questo declino e sono sicura che sia stato devastante per chi ci vive ancora.
Lo smantellamento della casa segnerà la fine di qualcosa di molto speciale per noi. Sarà particolarmente difficile per mio marito, dato che si tratta della casa ancestrale della sua famiglia. C’è un forte legame affettivo con quel luogo. Ma è anche triste, perché in un certo senso è come assistere alla fine di un’epoca e di uno stile di vita.
Spero comunque che alcuni aspetti positivi di quell’epoca e di quel modo di vivere possano durare nel tempo. Farò del mio meglio per mantenerli vivi nella nostra casa e nella nostra famiglia. Il nonno e la sua casa vivranno per sempre nei nostri cuori, così come le tradizioni che abbiamo imparato ad amare!
📷 Crediti immagini: sono di opera mia.