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Perché Sono Qui?

Questa è una domanda che mi pongo spesso. Non “Perché sono qui sulla Terra?” No, a quella domanda ho trovato risposta anni fa, molti anni fa, quando ho ricevuto Cristo nel mio cuore. Sono stata creata perché Lui lo desiderava. Proprio come ha voluto te e ogni altra creatura. Ci ha amati e ci ha dato la vita. Siamo qui perché è la Sua volontà.

Ma perché sono qui?

In questo mondo di blog e social media? Potrebbe essere che anche questo sia qualcosa che Lui desidera?

Nella Sua provvidenza per nostre vite, Dio ci dona certe cose. Possiamo chiamiarli doni o talenti. O forse si tratta semplicemente delle nostre inclinazioni o dei nostri desideri. Le pone nelle nostre mani o le semina nei nostri cuori. Le colloca dove vuole.

Non sono qui per ottenere like o follower (anche se amo condividere e interagire con tutti voi!). Sono qui anche perché è un modo per catturare e registrare i pensieri e le impressioni che attraversano la mia mente e il mio cuore. Per tenere traccia del passato e del presente: delle cose belle, ma anche di quelle brutte e cattive. (Perché quando guardiamo al passato, vediamo che Dio è in grado di trasformare anche il brutto in bellezza).

A volte mi capita di scrivere pensieri sconnessi che sembrano non avere alcun senso. Cose che io e mio marito amiamo definire «foglietti di carta nel vento».

È un nome che abbiamo inventato con i nostri nipoti in una giornata ventosa di tanti anni fa, quando abbiamo visto la carta danzare nel vento. Se la carta potesse avere pensieri o sentimenti, quella carta sembrava dire: “Sono felice di esistere, di essere qui. Sono felice di danzare”.

Abbiamo trasformato quei pezzetti di carta volanti in una canzone e la cantavamo con i bambini in macchina, insieme alla nostra canzone “Zoom zoom”.

Quando l’assurdo acquista senso

Certo, sappiamo che i fogli di carta non hanno pensieri né sentimenti, se non quelli che noi vi attribuiamo. Ma il nostro nonsenso, in qualche modo, ha acquisito un senso. Se mai questo abbia un senso! (Di cui dubito, ma all’epoca sembrava averne).

Ma le nostre sciocchezze, in qualche modo, avevano un senso. Anche se, ripensandoci, mi rendo conto che le sciocchezze non hanno mai alcun senso. Ma all’epoca, avevano un senso perfetto per noi.

Spesso le cose che sembrano insensate hanno un senso, come tante cose che fanno i bambini. Spesso i bambini sembrano sciocchi, ma a volte sono molto più saggi di noi. Allo stesso modo, le sciocchezze che facevamo con i nostri nipoti avevano un senso perché portavano con sé l’amore per la vita e della gioia di stare insieme.

Allora perché sono qui?

Mi rendo conto che Dio mi ha dato questa opportunità. Mi ha donato la capacità e la predisposizione a scrivere. La maggior parte delle volte mi viene così naturale. Mio marito, invece mi dice che fatica molto su ogni singolo paragrafo che deve scrivere.

Allora perché a volte fuggo da tutto questo?

Perché fuggo da ciò che so proviene da Dio? È una domanda con cui mi confronto da tempo. La triste verità è che ho paura della disapprovazione, del rifiuto e della critica. Così, invece di accogliere ciò che so provengono da Dio, a volte scappo.

L’Italia non è un luogo facile in cui servire Dio. Ma non per i motivi che ci si potrebbe aspettare. Non è solo il fatto che la Chiesa cattolica si schiera contro il protestantesimo e che lo Stato conceda privilegi speciali al cattolicesimo. Questi aspetti rappresentano certamente una sfida. Ma uno dei principali problemi dell’Italia, come sottolineato in Operation World, uno dei principali problemi dell’Italia è la mancanza di «collaborazione tra le chiese». Uno spirito di divisione e rivalità è stato e rimane un problema reale.

Questa situazione sta cambiando, grazie a Dio, ma affrontarla è la cosa più difficile in assoluto da affrontare. Credo che molti credenti lottino contro il rifiuto e la paura generati da questa atmosfera critica. Invece di sostenersi a vicenda, sembra che alcune persone aspettino solo che gli altri falliscano. Forse questo accade perché temono che l’altro possa avere successo o influenzarli.

Mi vengono in mente le parole di Paolo ai Galati: quando ne abbiamo l’opportunità (e possiamo essere certi che Dio ce la concederà), dobbiamo fare del bene agli altri, soprattutto ai nostri fratelli in Cristo.

Così dunque, finché ne abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti, ma specialmente ai fratelli in fede.

Galatians 6:10

Dobbiamo augurare il meglio agli altri. Preghiamo per loro e sosteniamoli con entusiasmo! Immagina cosa potrebbero realizzare con un sostegno del genere!

Perché dovrebbe essere un problema se ti superano? È un bene, perché così possono indicarti la strada. Potrebbero acquisire maggiore influenza? Non c’è niente di male in questo: dopotutto, siamo tutti nella stessa squadra. Quando uno di noi vince, vinciamo tutti, a condizione che lavoriamo insieme per il regno di Dio.

Incoraggiare gli altri non dovrebbe essere un problema. Se vogliamo bene a qualcuno, desideriamo che abbia successo. Se desideriamo il suo fallimento, allora siamo solo dei narcisisti. Io, personalmente, non voglio essere una persona spregevole.

Il mio problema è un altro. Tendo a scappare o a nascondermi di fronte a qualsiasi rifiuto o rigetto. Se non faccio nulla, allora non posso fallire e gli altri non possono desiderare – ne tantomeno cercare di provocare – il mio fallimento, giusto?

Questo mi porta a un problema ancora più grande. Perché non provarci è di per sé una forma di fallimento, e credo che rattristi il cuore di Dio. Dopotutto, Lui è il nostro più grande sostenitore. Vuole che abbiamo successo, che progrediamo e che ci impegniamo per Lui.

Se ci nascondiamo in un angolo a coprirci il viso, come il coniglietto nella foto, non rendiamo gloria a Dio. E non possiamo glorificarlo se nascondiamo i nostri talenti invece di usarli per lui.

Perciò, oggi faccio una dichiarazione: Ho smesso di nascondermi e di fuggire dalle persone cattive e sgradevoli. Chi tratta male gli altri o desidera il loro fallimento è nel torto. Dovrebbero essere loro a nascondersi per la vergogna.

Correrò come il ragazzino che ama pensare che il suo aeroplanino di carta stia volando a grandi altezze, quando in realtà si è appena staccato da terra. Ma il suo aeroplanino di carta non avrebbe volato affatto se lo avesse tenuto nascosto.

Allo stesso modo, i nostri talenti non sono affatto efficaci se li nascondiamo invece di usarli. Perciò, con l’aiuto di Dio, intendo usare i miei talenti al meglio delle mie capacità.

Quello che faccio può sembrare insensato e destinato al fallimento, ma è molto più sensato che nascondermi. Soprattutto quando abbiamo una squadra straordinaria che ci sostiene. Talmente straordinaria, in effetti, da essere fuori dal mondo!

Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio.

Ebrei 12:1-2

📷 Credito immagini: Cappello di paglia | Ragazzo con aeroplano | Coniglio.

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